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Questa è una squisita edizione rilegata del capolavoro di Fëdor Dostoevskij: Delitto e castigo. Apparve per la prima volta a puntate sul "Russkij Messenger" nel 1866. A quel tempo, Dostoevskij era rimasto orfano, imprigionato, aveva rischiato di morire, aveva perso la moglie e il fratello. Era anche sommerso dai debiti. Da un uomo simile nasce la storia dell'impatto psicologico di commettere un crimine. In questo libro, Raskolnikov uccide una vecchia e malvagia usuraia. Un bel gesto, secondo lui, visto che la donna era un'oppressore dei deboli, e questo atto gli aveva permesso di risolvere i propri problemi finanziari. Eppure, si tratta di un crimine, e il senso di colpa inizia a tormentarlo, nonostante si consideri una "persona straordinaria" le cui azioni sono al di sopra della legge. Questa edizione, con bordi dorati e splendide pagine di guardia, è perfetta da regalare e si rivelerà una preziosa aggiunta a qualsiasi biblioteca.
